La bellezza che ho ereditato

Sono la primogenita di due ragazzi del Sud Italia che, pieni di coraggio e speranza, hanno lasciato tutto per ricominciare in Canada. Sono nata in Italia e avevo appena diciotto mesi quando, insieme a mia madre e a mio padre, siamo partiti per il Canada.

Mio padre era un falegname straordinario, uno di quelli che sapevano trasformare il legno in cose bellissime. Era bravo, davvero bravo con le sue mani. Mia madre, dal canto suo, era cresciuta in un mondo dove, già da adolescenti, le ragazze sapevano cucire, lavorare a maglia, all’uncinetto, ricamare. Ho ammirato le mani di mia madre mentre infilava perline infinitamente piccole lungo un filo dorato, una alla volta, per realizzare stemmi ricamati. Era una sarta incredibilmente precisa nel suo lavoro e conosceva ogni tessuto come se fosse una seconda pelle. Ricordo di averla accompagnata nei negozi con piani pieni di metri e metri di stoffa: per me era un’esperienza sensoriale, toccavo tutto, esploravo ogni trama e ogni colore.

La verità è che le mie prime opere in vetro sono state realizzate in modo simile al taglio dei modelli nella stoffa, ma trasferivo il processo sul vetro, più lungo ed elaborato, naturalmente. Eppure, quei giorni passati a guardare mia madre lavorare come sarta hanno lasciato un’eco duratura in me, rimanendo impressi nel mio modo di creare.,

Io li osservavo entrambi: lei in cucina, tra profumi e sapori, o con stoffe e fili; lui tra attrezzi e trucioli di legno.

E mentre le loro mani lavoravano, le parole riempivano l’aria: storie d’arte, di storia, di architettura. Il Canada era un Paese giovane e mio padre, soprattutto, sentiva la nostalgia delle radici profonde dell’Italia, e me le ha trasmesse. Tanto che, a 44 anni mi son trasferita dal Canada, in Italia.

È così che ho imparato ad amare la bellezza e il fatto a mano. So cucire, lavorare a maglia e all’uncinetto, cucinare. Ho il police verde in giardino, grazie a mia madre e i suoi ricordi e racconti. Ho scolpito il marmo, modellato il metallo, plasmato ceramica e vetro. Per anni mi sono dedicata alla fusione del vetro, costruendo un vero e proprio mondo di opere.

L’artista che sono oggi nasce da lì, da quelle mani giovani ma esperte dei miei genitori, da quella casa piena di storie e di lavoro. È il dono più grande che potessi ricevere dai miei genitori: una cultura fatta di gesti, di materiali e di bellezza.

Published by Maddalena Di Gregorio

“I kept always two books in my pocket, one to read, one to write in” Robert L. Stevenson

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